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Château Belá - Una poesia d'amore

dal 1770

Se Robert Parker, l’arcinoto guru americano del settore, ha assegnato novantaquattro punti a una bottiglia di riesling renano prodotto nella Repubblica Slovacca, evidentemente le cantine di questo piccolo paese nel cuore della vecchia Europa stanno facendo dei passi molto significativi dal punto di vista qualitativo.

La tradizione vitivinicola nell’odierna Slovacchia, come nel resto dell’Europa ha origini antichissime. Nonostante la migrazione della vite dal Vicino Oriente alla Mittel-Europa sia avvenuta prima che i romani esportassero le loro barbatelle e le nuove tecniche di produzione, c’è ancora chi rimane perplesso e si meraviglia che nei cosiddetti Paesi dell’Est  possa esistere un’antica tradizione per produrre del buon vino. Invece è così. Una delle testimonianze eclatanti è proprio la cantina di Chàteau Belà a pochi passi dalla cittadina termale di Sturovo, lungo la frontiera ungaro-slovacca delineata dal grande fiume Danubio.


Château Belá

Storico Hotel-castello, Ristorante e Azienda Vitivinicola

N°1, Belá 

Regione di Nitra

Repubblica Slovacca

Spumrache - web-log - lifestyle - culinary - wine - mixology - eva kottrova - format di comunicazione
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  Prodotti Enoici

Château Belá - »Il Più Romantico Hotel d’Europa«


La speciale bottiglia, una riserva datata 2001, accoglie un riesling renano di rara bontà. Il prodotto della maison slovacca ha un costo finora inimmaginabile per un vino mitteleuropeo; ben quattrocento euro in virtù dell’elevato punteggio assegnatogli da Parker. È l’unico vino del Centro e dell’Est-Europa venduto nei ristoranti stellati di Parigi e nelle migliori enoteche del modo. E’ un vero e proprio capolavoro creato dall’osannato maestro dei riesling della Mosel-Saar-Ruver, Egon Müller, in collaborazione con l’enologo slovacco Miroslav Petrech,  per conto della contessa Ilona Krockow - proprietaria dello Chàteau. 

 

©Chateau Bela


Ilona è la figlia del conte magiaro Ullman, ultimo proprietario del maniero, che dovette sfuggire all’Armata Rossa negli anni della seconda guerra mondiale. Il conte con la sua famiglia si sistemò in Germania e Ilona vide i natali al cospetto del nebbioso cielo di Köln. Dopo molti anni, il castello ormai ridotto in condizioni pietose, fu riacquistato dallo stato Slovacco per impiantare un lussuoso resort, impreziosito da un ristorante dedicato ai gourmet più esigenti, da una enoteca realmente pregevole e da varie vigne autoctone e alloctone,  oltre a tutte le sublimi comodità di un albergo di livello internazionale. Lo Chateau in poco tempo è divenuto il fiore all’occhiello dell’enogastronomia slovacca, dove gli ospiti provenienti da ogni dove si lasciano coccolare dall’atmosfera charmant e conquistare dagli ottimi prodotti della casa. 

 


Veltlínské zelené (grüner veltliner), risling vlašský  (riesling italico), risling rýnský (riesling renano),  rulandské šedé (pinot grigio) tra i bianchi, cabernet  sauvignon e rulandské modré (pinot nero) alibernet tra i neri; ma anche sauvignon blanc, sylvaner, irsay oliver, una varietà locale che ricorda lo speziato muscadelle, frankovka modrá (blaufrankish), pálava e  diversi tipi di ottonel… sono i vitigni più diffusi nella zona e ognuno di loro può regalare sensazioni organolettiche  inaspettate. La presenza mitigante e rinfrescante del fiume Danubio, le dolcissime colline assolate, al riparo dai venti gelidi provenienti dal nord, le importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte, come anche le stagioni caratterizzate da  estati caldissime e inverni molto rigidi e non ultime le caratteristiche del terreno tendenzialmente argillose ma a volte calcaree o mischiate alla finissima breccia fluviale, fanno sì che alcune bottiglie possano racchiudere gradevolissime “poesie d’amore”. E se a tutto questo aggiungiamo la mano di un bravo enologo il risultato si arricchisce ulteriormente di sensazioni incantevoli.


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Alla degustazione dei diversi tipi di bianchi della casa le freschissime nuance salgono dai calici di finissima fattura, ricordando mazzi di fiori bianchi e la polpa più o meno matura dei frutti verdi-giallognoli. Prima di poter ammirare la trasparente brillantezza dai toni paglierini degli estratti slovacchi, colpisce al naso il profumo dell’acacia e la fragranza della mela golden che abbondano nel territorio. Le sorprese della natura sono infinite…e proseguono palesandosi nel successivo effluvio quando avvertiamo verosimilmente l’aroma dell’ “idrocarburo” imbottigliato nel 2006; generalmente più caratteristico dei riesling renani allevati nella Germania più che nella Slovacchia. La freschezza al palato di questi vini è paragonabile a una brezza marina nelle calde serate estive – particolarmente apprezzata dopo una succulenta cena di anatra al forno decorata con spicchi di mela cotta per alleggerirne ulteriormente la consistenza. 


Uno dei riesling, siglato L1, ha un residuo zuccherino decisamente più alto rispetto ai precedenti. Anche questo è uno scherzetto giocato dalla natura; l’estate torrida e prolungata dell’annata 2007 ha contribuito all’accumulo degli zuccheri  in maniera più evidente, lasciando però in equilibrio gli acidi, abbastanza da regalare un altro vino di grande interesse. Lo stile è quello tipico di Müller. E’ perfetto e inconfondibile, rinfrescante e avvolgente, curiosissimo ed efficace con la scaloppa di foie gras d’oie in sostituzione dei consueti Tokaji o Sauternes che a volte possono risultare un po’ stoppacciosi. 


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Il rosè spremuto nel 2009 dal cabernet sauvignon è decisamente meritevole, mentre il rosso dello stesso, come anche dal pinot nero dell’anno precedente risultano poco corposi, ma in questo caso si perdona l’età adolescenziale (cinque anni soltanto) dell’impianto di barbatelle, senza mai dimenticare che i gioielli della Maison sono assolutamente i vitigni bianchi. Per la mancanza del corpo robusto dei rossi è preferibile scegliere il capriolo con la sua salsa deliziosa in abbinamento ai knödel invece del più saporoso cervo o del possente cinghiale, immancabili secondi dei luoghi. Anche la tradizione dei vini dolci non lascia indifferenti; le sperimentazioni eseguite dall’enologo Petrech  sono da prendere in considerazione con i meravigliosi dolci nati durante l’impero austro-ungarico. La torta Dobos e l’Eszterházy, il dolcetto Gerbeaud e il Rigó Jancsi,  gli strudel di ogni genere sono solo alcune delle golosità da abbinare. Per chi invece sceglie la famosissima Sacher torte, l’abbinamento ottimale è con il caffè profumato al liquore di albicocca, uno dei distillati tipici della zona, e sormontato da una montagna di panna non zuccherata. In ogni caso sarà un fine pasto indimenticabile.


Descrizione immagine
©Chateau Bela


Il fermento del pensiero enologico e l’effervescenza delle nuove filosofie produttive si sentono ovunque nell’aria, la grande voglia di fare bene e di conquistare il mondo è assecondata pienamente dalla stampa di settore, dalla curiosità dei consumatori, dalle molteplici iniziative a livello sia locale che nazionale, dalle degustazioni organizzate nei ristoranti di grido e dal continuo nascere delle enoteche specializzate nella vendita dei vini di qualità e di alta gamma.


Descrizione immagine

Superficie vitata: 80 ha

Poderi:  Mužla 

Produzione: 200.000 bottiglie  

Enologo: Egon Müller, Miroslav Petrech



Coordinate GPS: