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©Schlumberger Sekt

Le bollicine della Monarchia Austro-Ungarica

Vienna è la culla del romanticismo mitteleuropeo e la bellissima città imperiale fu la sede del potere degli Asburgo-Lorena, potentissima monarchia che decise le sorti del vasto assetto centro-orientale di allora nella nostra Europa: l’odierna Austria, Ungheria, Slovacchia, Boemia, Polonia e il Nord-Est dell’Italia. Furono tempi di grande effervescenza politica, economica, sociale, culturale e commerciale. Palazzi storici di grande impatto, alberghi lussuosi, grandiosi Caffè letterari, fastosi teatri, grandi fabbriche e le più solide case vinicole e spumantistiche videro la luce durante gli anni della Belle Époque.

Cultura enoica

Fornitori della Casa Reale degli Asburgo-Lorena:

Hubert J.E.- fabbrica spumantistica fondata nel 1825 a Pressburg

Schlumberger - fabbrica spumantistica fondata nel 1842 a Vöslau

Törley - fabbrica spumantistica fondata nel 1882 a Budafok

  Prodotti Enoici

Spumanti eccellenti alla corte del Kaiser


Nei palazzi imperiali, come in ogni dimora reale dell’epoca la richiesta di bollicine era smisurata, in quanto simbolo di ricchezza, di potere, di prosperità, oltre che di gioia e di lusso sfrenato.


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Convivio imperiale a Hofburg, centro del potere dell'epoca


Durante i pranzi dell’imperatore ebbero spesso la possibilità di partecipare numerosissimi commensali: principi, politici, amici nobili, uomini d’affari e di milizia - pasteggiando allo stesso tavolo imbandito con ogni ben di Dio. Brodi di carne, salmoni affumicati, astici e aragoste, cremosi paté, scaloppe di fegato d’oca, fagiani ripieni al tartufo, filetti di cervo, purea di castagne, bavaresi all’ananas, alla vaniglia o al cioccolato, gelati alle viole o all’arancia e le famose torte Sacher e Dobos, divennero onnipresenti nei sontuosi deschi come la leggendaria bevanda ricca di briose bollicine - lo Champagne. All’epoca, le più grandi e le più famose fabbriche di spumanti della Mitteleuropa – ancora oggi funzionanti – iniziarono a fornire le cantine dei palazzi e dei castelli imperiali, sparsi in lungo e in largo per l’Europa.


Uno dei fortunati fornitori della casa imperiale fu il tedesco Robert Alwin Schlumberger che a pochi passi da Vienna, nella cittadina di Vöslau a sud della capitale, fondò la sua fabbrica per la produzione di vini nel 1842 insieme alla bella e ricca moglie Sophie. Schlumberger fu il direttore di Ruinart a Reims, fino al 1841, finché Sophie lo portò con sé a Vienna.


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La collezione di spumanti della maison Schlumberger e il  fondatore Robert Alwin Schlumberger


Solo due anni dopol’avvio della fabbrica presentarono la prima bottiglia di spumante battezzato “Vöslauer Weiber Schaumwein” (Vino Spumante Bianco di Vöslau). Grappoli di Blauer Portugieser provenienti dal podere Goldeck fornirono le basi delle bollicine prodotte con il metodo tradizionale. Nel 1859, dopo la conquista di diversi premi internazionali, il brand “Vöslauer Goldeck” divenne il primo marchio protetto nel territorio Austriaco. Figli, nipoti, pronipoti portarono avanti l’attività di famiglia. Oggi, la sede si trova nel sobborgo di Wien-Döbling, dove i visitatori possono concedersi il lusso di perdersi tra gli antichi labirinti della cantina e assaggiare le diverse tipologie delle dorate bollicine insieme alle specialità più autentiche della gastronomia viennese. Le varietà d’uva più utilizzate sono: Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc, provenienti dai poderi: “Hupfenberg”, “Oberkirchen” e dal famosissimo “Goldeck” custodite nelle eleganti bottiglie di spumante come la Dom, la Gold o la bianchissima White Secco.


Gli imperatori asburgici brindarono spesso anche con lo spumante Hubert. Le gradevoli bollicine prodotte dal militare francese Johann Evangelist Hubert originario dello Champagne, nacquero nel 1825 nella prima fabbrica spumantistica del Centro-Europa denominata allora “Hubert-Champagner Fabrik”.  Il combattente Johann, ferito nella guerra di Russia, dovette sottoporsi a cure urgenti dispensate amorevolmente da una bellissima infermiera di nome Paulína nel lazzaretto militare a Pressburgo. Il soldato fu stregato dalla bellezza della fanciulla e ammaliato dalla qualità dei vini dei Piccoli Karpazi – ottimi per la produzione di bollicine.  


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Il Grand Rosé dedicato a Pauline Hubert e ritratto di J.E. Hubert


Sistematosi nella capitale dell’odierna Slovacchia, a Pressburgo (Bratislava), edificò la sua fabbrica insieme alla futura moglie Paulína. Nel 1846 vinse la medaglia d’oro per la qualità eccellente e per la mirabolante somiglianza allo champagne francese. Anche lo spumante nato sul territorio Slovacco fece incetta di premi internazionali; persino a Bordeaux. Le Americhe, l’Australia, l’Italia, la Russia, l’Inghilterra e la Scozia esportarono le etichette Gentry Club extra dry, Tripli Sec, City Sec Hubert J.E., fino alle vicissitudini della guerra mondiale.

Oggi, la ditta ha una nuova sede non lontano da Bratislava, nella piccola cittadina di Sered. Le nuove etichette che troviamo in commercio sono conosciute con i nomi: Hubert Club, Hubert de Luxe, Hubert Grand, Hubert L’Original,  che si sono aggiunte alle precedenti Johann E. Hubert e City Sec. L’ultima creazione della signora Vajczikovà, enologa Slovacca di chiara fama, è stata insignita nel 2010 della medaglia d’argento nella competizione degli spumanti dolci di “Vinalies Internationales” a Parigi. Le profumate nuance dei Muskát Ottonel, Muller Thurgau e Irsay Oliver salgono dalle coppe insieme alla moltitudine di bollicine dal fine perlage per conquistare prima di tutto il “retro-naso” femminile.

Anche l’ungherese József Törley prima di produrre ottimo spumante autoctono fece esperienza a Reims. Si formò da Teophil Roederer per poi approdare alle manifatture Delbeck dove ebbe la possibilità di produrre la sua prima creazione. Se il ceto più elevato della società ungherese consumò esclusivamente e smodatamente fiumi di Champagne francese, nell’accezione più rigorosa del termine, l’aristocrazia parigina fornì la platea privilegiata per le briose  bollicine prodotte a Reims dall’ungherese Törley. In uno dei suoi viaggi alla ricerca del buon vino-base, proprio in Ungheria, scoprì alcune tipologie di uva particolarmente adatte per la produzione della leggendaria bevanda.


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Una delle bottiglie della Törley Pezsgőgyár (fabbrica spumantistica Törley) e il  fondatore Törley József 


Senza esitare troppo, il poco più che ventenne giovanotto, acquistò una piccola cantina con attorno ottimi vigneti e nel 1882 inaugurò la sua maison in terra Magiara. La produzione partì con macchinari e con mano d’opera francese. L’illustre mastro-cantiniere Luis Francois, di Reims, diresse i lavori nella fabbrica di Törley, finché Francois fondò con il fratello un’impresa concorrente alla già avviata fabbrica ungherese. Manifestazioni, competizioni, medaglie, riconoscimenti ed esportazioni oltre confine e in terre d’oltremare non mancarono anche in questi casi, con il merito di poter fornire la Casa Imperiale. Alla fine del novecento, la “Törley Hungarian Champagne”, fu la più grande fabbrica spumantistica della Monarchia.

Verità e leggende si sono intrecciate nell’oblio della storia passata lasciando però alcuni eventi e riferimenti indelebili. Schlumberger, Hubert e Törley  - tutti legati in qualche modo alla regione dello Champagne - furono tanto importanti nella spumantistica quanto Sacher, Demel e Dobos nell’arte pasticcera. Se prima, per i proprietari fondatori, la priorità fu rappresentata dalla qualità assoluta, negli anni dopo la seconda guerra mondiale, ormai in mani altrui, contò solo la quantità. Le fabbriche passarono da mano in mano, per finire nelle proprietà degli stati diventati autonomi.

Con le privatizzazioni, dopo la caduta del Muro di Berlino, i nuovi proprietari hanno rispolverato la storia, hanno modernizzato le fabbriche, e hanno investito nella formazione del personale altamente qualificato, nel packaging e nella comunicazione – i risultati non si fanno più attendere. Gli spumanti della Mitteleuropa iniziano a riprendersi la loro rivincita, ad accaparrarsi nuovamente premi, riconoscimenti, medaglie d’oro, d’argento e bronzo nelle più importanti manifestazioni fieristiche di settore cominciando dalle temute gare francesi come Vinalies Internationales Paris o Effervescents du Monde, ed esportare “oltremare” – proprio come nei tempi passati.


Lo stemma imperiale della Monarchia Austro-Ungarica


Lo stemma imperiale della Monarchia Austro-Ungarica

Superficie: circa 680.000 km²

Popolazione: oltre 52 milioni

Capitale: Wien (Vienna)
dal 1867 - al 1919



Territori inglobati nell'Impero Austro-Ungarico facenti parte degli odierni Stati europei:

 

 - Austria

 - Ungheria

 - Slovacchia

 - Polonia 

(Galizia occidentale)

 - Repubblica Ceca

 - Italia 

(Trentino-Alto Adige, Conca di Tarvisio, Friuli orientale e province di Trieste e Gorizia)

 - Slovenia

 - Croazia

 - Romania

(Transilvania, Banato orientale e la Bucovina meridionale)

 - Ucraina

(Rutenia, Galizia orientale e la Bucovina settentrionale)

 - Serbia

(Voivodina)

 - Montenegro

(Bocche di Cattaro)

 - Bosnia – Erzegovina



La mappa dell'Impero Austro-Ungarico

La mappa dell'Impero Austro-Ungarico