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Mixologia

Woman in red di Yulia Rezanova

Bartender

Yulia Rezanova

Redakcia Club

Бар "Редакция"

Stoleshnikov pereulok, N*6с3

Moskva

Russia

Descrizione immagine
+7 926 208-83-87 

helloredakcia@gmail.com

Ingredienti:


  • 100 ml di Martini Rosato

  • 100 ml di Prosecco

  • 15  ml di liquore di lamponi

Preparazione:

BICCHIERE: Calice da vino rosso

METODO: Build

GUARNIZIONE: Lamponi infilati nello stick

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Woman in red

1. Preparare il drink versando direttamente gli ingredienti sul bicchiere da vino già colmo di ghiaccio.

2. Mescolare brevemente con delicatezza e guarnire con lamponi infilati nello stick. 

New Yorker

Ingredienti:

  • 50 ml di Bourbon aromatizzato tramite prugne in infusione

  • 20 ml di succo di limone

  • 20 ml di albume d'uovo

  • 15 ml di sciroppo di acero

Preparazione:

BICCHIERE: Rock

METODO: Dry Shake + Top Up

GUARNIZIONE: Prugna secca infilata nello stick

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New Yorker

1. Versare gli ingredienti nello shaker e scuotere energicamente a secco, ovvero senza ghiaccio, per consentire la mescolanza dell'albume ai componenti liquidi della preparazione e conseguire una piacevole texture setosa.

 

2. Terminata la fase iniziale a secco, agitare nuovamente la miscela con il ghiaccio e versare sul bicchiere.

 

3. La tecnica dry shake è preferibilmente utilizzata per realizzare migliori emulsioni quando tra gli ingredienti compaiono albumi, uova o creme non miscibili con liquidi. Guarnire con una prugna secca infilata nello stick.

Degusta e goditi un buon drink, ma ricorda di consumare l'alcol con responsabilità!

     Note di conversione e misure:     1 fluido oz. = 3 cl.     1 inch (pollice) = 2,54 cm

  © - RIPRODUZIONI RISERVATE:

Ricetta: © Yulia Rezanova

Testo: © Spumarche - Eva Kottrova Italgrob - Federazione Italiana Grossisti e Distributori di Bevande

Immagini: © Yulia Rezanova

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  Teatro Bol'šoj – Mosca

Gran Teatro accademico della Federazione Russa

Il Teatro Bol'šoj, ovvero Il Grande Teatro, iniziò la sua esistenza come struttura privata per rappresentazioni sceniche di spettacoli e di altre forme di intrattenimento, con una concessione decennale firmata il 28 marzo 1776 dall'Imperatrice Caterina II al principe Pyotr Urusov. Il primo edificio della prestigiosa Istituzione teatrale fu eretto sulla riva destra del fiume Neglinka, lungo la via Petrovka da cui trasse il primigenio nome di Teatro Petrovskij, inaugurato il 30 dicembre 1780.

Gli anni a venire segnarono la storia di uno tra i templi più celebri del balletto classico mondiale, situato al centro di Mosca e non lontano dal Cremlino. Dopo alterne vicissitudini gestionali, nel 1802-1803, il Teatro fu appaltato al principe M. Volkonskij, che possedeva una delle migliori compagnie teatrali private di Mosca ma, nel 1804, per i rilevanti costi di gestione, passò sotto il controllo del Governo, che nominò direttore lo stesso titolato, stipendiandolo. Nell'autunno del 1805 l'edificio del Teatro Petrovskij a causa di un incendio andò distrutto. Nel 1819 fu bandito un concorso progettuale per la ricostruzione del nuovo teatro vinto da Andrej Mikhailov, professore all'Accademia di Belle Arti; tuttavia il progetto fu ritenuto eccessivamente dispendioso e quindi affidato per modificarlo ottimizzandone le risorse all'architetto italo-russo Giuseppe Bove. Nel luglio dell'anno 1820 iniziarono i lavori per la costruzione del nuovo Gran (Bol'šoj) Teatro Petrovskij che fu inaugurato il 6 gennaio 1825 con una solenne cerimonia di apertura molto più pomposa della precedente.

Il nuovo teatro si distinse per la sua grandezza monumentale, le proporzioni perfette, l'armonia delle forme architettoniche e la ricchezza delle decorazioni interne. Il triste destino si ripresentò beffardo l'undici marzo 1853 quando un incendio, proseguito ininterrottamente per tre giorni, distrusse tutto ciò incontrato nel suo cammino lasciando carbonizzate finanche le pareti in pietra e le colonne del portico. Tre dei migliori architetti russi dell'epoca parteciparono alla nuova gara indetta per l'aggiudicazione dell'appalto, vinto dall'italiano naturalizzato russo Alberto Cavos, docente e tecnico responsabile dei teatri imperiali, che con una rapida esecuzione dei lavori fece ricostruire l'edificio in tempo per festeggiare l'incoronazione dell'imperatore Alessandro II°. Il mese di agosto 1856 vide il Teatro aprire nuovamente le porte al pubblico. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo il Bol'šoj fu considerato uno dei migliori teatri del mondo anche in termini di qualità acustiche.

Una reputazione, immutata sino ad oggi, dovuta alla bravura di Alberto Cavos che progettò l'auditorium come fosse un enorme strumento musicale. La storia di uno dei simboli più importanti della Russia, durante gli oltre due secoli di vita, è costellata di ricostruzioni, consolidamenti delle fondamenta e ristrutturazioni fino all'ultimo colossale restauro del 2005 che, dopo lunghi e complessi lavori, ha consegnato nel 2011 nuovamente la struttura alla pubblica fruizione riportata agli antichi splendori dell'epoca zarista.

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