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Caffè Florian - Venezia

inaugurato il 29 dicembre 1720

Nei sogni di chi ama visceralmente l’impareggiabile singolarità di Venezia è impressa la trama di un’opera cinematografica ambientata nel fulgore settecentesco e le teorie di sequenze in rapido dissolvimento narrano visioni oniriche di balli in maschera e costumi d’epoca tra le infinite arcate attorno al magnificente salotto lagunare. Umanità festante; i signori intabarrati e le dame adornate da pittoreschi panneggi si accomodano chiassosamente nelle botteghe sottostanti gli antichi alloggi dei Procuratori di San Marco approfittando della complicità di un buon caffè e di occhiate concupiscenti per spettegolare con fine sarcasmo e licenziosa malizia. Il primo Caffè ad affollarsi è il Florian… sotto i portici delle Procuratie Nuove.

Caffè Storico-Letterario

Caffè Florian

Piazza San Marco N°56

Venezia

Veneto

Italia

Spumrache - web-log - lifestyle - culinary - wine - mixology - eva kottrova - format di comunicazione
+ 39 041-520-56-41 

info@caffeflorian.com

www.caffeflorian.com

Aperto tutti i giorni
con orario: 09,00 – 00,00
sotto i portici delle Procuratie Nuove in Piazza San Marco

   Locali Storici

Il magnifico Salotto di Venezia


Le sue sale decorate, memori di gloriose imprese, riecheggiano ancora delle ammalianti parole sussurrate da Giacomo Casanova alle sue dolci e fascinose conquiste seducendole accanto ad esotiche tazze di cioccolata bollente o di caffè fumante. Il cuore delle nobildonne è ardente di passione per l’affascinante tombeur de femmes almeno quanto prepotente è in ogni astante il desiderio di abbandonarsi alla voluttà dei sensi per la profumata bevanda nella famosa “botega da caffè”, così chiamata confidenzialmente dai frequentatori più assidui.


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Bicerin e i tradizionali biscotti Baicoli sono goloserie irrinunciabili


Melodie classiche solleticate dagli archetti sulle corde dei violin d’epoca o scaturite dalle battute sui tasti bicolori del pianoforte nero laccato lucido sono da sempre le compagne ideali per ogni comanda ritirata all’esterno del locale godendo dello spettacolo architettonico dedicato al Santo evangelista Marco oppure tra le mura degli interni affrescate e impreziosite da regali specchi decorati a mano.

Armonia di sapori, atmosfere d’incanto, sguardi attenti ma discreti del personale che interpreta un servizio impeccabile e mondani salottieri hanno caratterizzato il mitico locale frequentato dal Parini, Silvio Pellico, Nicolò Tommaseo, Daniele Manin, Göethe, Dickens, Proust, Foscolo o D’Annunzio e la Duse ma anche da Madame de Stäel, Chateaubriand, Lord Byron, Modigliani o Campigli e per sino da Antonio Canova amico carissimo del primo proprietario Floriano Francesconi.

La mescita di pozioni a base di “un’acqua nera molto calda tratta da un seme chiamato kahavè” con la possibilità di accomodarsi su sedute avvolte da sfarzosi tessuti nasce cinquecento anni fa a Costantinopoli, riportato dagli scritti dell’ambasciatore di Venezia di stanza nella capitale dell’impero ottomano. Da lì, proprio come la mirra, le spezie, il tè, la seta e ogni prodotto eccellente del lontano e vicino Oriente arrivò via mare nella città lagunare per poi espandersi verso tutto il continente europeo.


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Il leggendario Giacomo Casanova irretiva le dame al Florian con esotiche bevande fumanti


La profumata nera bevanda entrò presto a far parte del quotidiano di ogni gentiluomo. Uomo, si, perché allora nei caffè potevano entrare esclusivamente gli uomini. Ambasciatori, banchieri, politici, artisti, uomini di lettere e di affari, cacciatori di fortuna, mercanti, per sino semplici cittadini, ma soltanto uomini; – secondo le rigide usanze mutuate dall’oriente. Tranne al Caffè Florian che dal lontano 1720, anno dell’inaugurazione, accoglie indistintamente ogni avventore con le migliori miscele di caffè e rosoli, vini, spumanti e champagne, sublime pasticceria, pregiate misture di tè e di cacao, confetture colorate ed eleganti confezioni di ricercati prodotti da regalare agli affetti più cari.

La bottega del caffè” celebre opera letteraria del commediografo Carlo Goldoni, filosofie di pensiero innovative come la futura “Biennale di Venezia” ideata da Riccardo Selvatico alla fine dell’ottocento, che poi divenne la prima attività espositiva internazionale di arte, furono concepite sorseggiando l’esotico elisir nelle sale della caffetteria più antica d’Italia. Altri grandi personaggi in transito nella laguna come Stravinskij, Rubinstein o Rousseau erano soliti frequentare il Florian, e chi sa, forse anche per raccogliere qualche immaginifica ispirazione che solo la romantica scenografia della città dei dogi può regalare con le sue suggestive gondole nere e con l’atmosfera carica di mistero.


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La magnifica sala degli uomini illustri perpetua la memoria dei personaggi di spicco della storia veneziana


L’odierno avventore, turista o stanziale che sia, per assaporare un frammento di storia rimasto inalterato nel tempo dal 1858, anno in cui i nuovi proprietari ristrutturarono magnificamente e ampliarono ulteriormente la superficie utile, può scegliere fra le diverse sale del Caffè che circa trecento anni fa Floriano Francesconi battezzò: Alla Venezia Trionfante” sottolineando la grandezzadella Serenissima Repubblica. Il Caffè, da allora, mostra tutta la sua bellezza attraversole vetrate che hanno visto il fluiredella storia invitando ogni raffinato individuodi nobili sentimenti a varcare lasoglia dell’ingresso.

Accedendo dall’esterno si apre sulla sinistra una piccola e intima sala, complice di soavi incontri; è la famosa Sala del Senato dove Riccardo Selvatico, poeta-commediografo ed ex sindacodella città lagunare, forse ispirato dai pregevolidipinti murali raffiguranti il progresso e la civilizzazione che istruisce le nazioni, discusse con gliamici l’idea di organizzare la biennale dell’arte a Venezia in omaggio al Re Umberto e alla suaconsorte Margherita di Savoia, Regina d’Italia. Nell’ala opposta, la Sala Cinese e la Sala Orientale introducono due mondi fantastici dove le raffigurazioni dal sapore esotico assumono leggiadre forme femminili appena vestite e coppie di amanti in dolci effusioni. Finitimo, lo spazioso ambiente denominato Sala degli Uomini Illustri per via dei personaggi famosi ritratti sulle pareti; Carlo Goldoni e Francesco Morosini, Andrea Palladio e TizianoVecellio insieme a Marco Polo e tanti altri terranno idealmente compagnia accanto ad un ottimo Mélange o, volendo, un Bicerin accompagnato dai tipici Baicoli, antichi biscotti veneziani. Nella sinistra planimetrica del corpo di fabbrica, la splendida Sala delle Stagioni o anche Sala degli Specchi, è il corrispettivo speculare del precedente spazio dedicato agli Uomini di grande lustro. Il luminoso e raffinato ambiente con decorazioni parietali di dame che figurano l’andamento delle stagioni diviene un salotto di grande classe e finezza sia nei colori che nei dettagli al di là del confine dell’onnipresente rosso carnale.


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Tramezzini e stuzzichini da piluccare sorseggiando un Bellini sparkling cocktail o un tradizionale Spritz


Gustosi club sandwich e stuzzicanti tramezzini dal sapore unico, forse in virtù dell’ottimale grado di umidità lagunare che contribuisce alla bontà del prodotto, oppure un Tè alla Rosa Venexiana o ancora un bollente Earl Grey Imperiale o un cocktail aperitivo a base di aristocratiche bollicine tentano il sopraffino palatodell’affezionata clientela internazionale e scandisconoi momenti più romantici dei riti veneziani.

Antiche specchiere imprigionate in meravigliose cornici dipinte a mano, un ampio soffitto a volta e parquet in legno arredano il contenuto spazio dell’ultima saletta aggiunta nel novecento denominata Sala Liberty, unica a non avere il privilegio di ornare la piazza che Napoleone definì “Il Salotto Più Bello del Mondo”. Florian, oltre che rappresentare un luogo simbolo di Venezia, è divenuto negli anni sinonimo di esclusiva eleganza e il brand è attualmente presente con l’apertura di nuovi locali a Firenze, Abu Dhabi, Dubai, Londra e a Roma presso la Farnesina.


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Napoleone definì Piazza San Marco"il salotto più bello del mondo" - Foto: © Battistini Gaston

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Inaugurazione: 29 dicembre 1720

Fondatore: Floriano Francesconi


Salottieri illustri che frequentarono il Caffè letterario simbolo di un'epoca:

Parini, Silvio Pellico, Nicolò Tommaseo e Daniele Manin, Lord Byron, Ugo Foscolo, Goethe, Madame de Staël, Chateaubriand, Charles Dickens, Marcel Proust, Gabriele D’Annunzio ed Eleonora Duse, Rousseau, Rubinstein, Stravinsky, Modigliani, Campigli, Giacomo Casanova...